Basta parcheggiare il camper prima del ponte di San Giorgio nella comoda area sosta Sparafucile, e percorrere la strada pedonale per ammirare uno dei più bei panorami urbani della valle del Po. Mantova si affaccia sui tre laghi (Inferiore, di Mezzo e Superiore) in cui il Mincio continua ad allargarsi. Vista dall’acqua si presenta come un impasto di colori, dal rosso dei tetti in cotto al verde dei canneti sul fiume. Torquato Tasso, nel 1586, la descriveva così:“degna c’un si mova mille miglia per vederla”.

Aggirando il castello e imboccando Via San Giorgio si arriva in Piazza Sordello. Qui si capisce immediatamente che sulla città di Mantova aleggia la memoria della dinastia che la fece grande, quella dei Gonzaga: è il caso di concedersi un po’ di tempo per visitare luoghi ricchissimi di opere d’arte. Ad esempio Palazzo Ducale con oltre cinquecento stanze (tra cui la celebre Camera degli Sposi affrescata da Andrea Mantegna) dove si ammirano i capolavori di artisti quali Pisanello, Fancelli, Giulio Romano, Bertani e Viani; e ancora la Torre dell’Orologio, lo splendido Palazzo Te con la pregevole Camera dei Giganti, e la basilica di Sant’Andrea, impreziosita dall’imponente cupola barocca e dal busto bronzeo di Mantegna.

La vita cittadina ruota intorno a Piazza Erbe che ospita ancora il mercato di frutta e verdura da cui prende il nome. Su di essa si affaccia il medioevale Palazzo della Ragione, costruito intorno al XI-XII secolo per accogliere le assemblee e le adunanze cittadine. Accanto all’edificio svetta la torre dell’orologio, un ingranaggio meccanico realizzato da Bartolomeo Manfredi nel 1473, di cui sono visibili i pezzi residui, frutto delle numerose trasformazioni subite dalla macchina nel corso del tempo. Da notare le lancette, i segni zodiacali in rame sbalzato, il pendolo del Fontana e le due strutture ottocentesche in legno e lamiera intagliata che, ruotando dietro le finestrelle ottagonali consentivano la lettura anche notturna dell’orologio, con illuminazione retrostante. Il movimento dell’orologio incanta i visitatori, così come i colori del quadrante di un oro e azzurro intenso. Sulla piazza si ammira anche la Rotonda di San Lorenzo, voluta da Matilde di Canossa a emulazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Merita senz’altro una visita il santuario quattrocentesco della Beata Vergine delle Grazie di Curtatone, raggiungibile in battello: oltre alle pregiate opere d’arte conservate e al singolare coccodrillo imbalsamato appeso al soffitto,
in agosto è lo scenario di un grande raduno di madonnari, gli artisti di strada che creano le loro opere temporanee sul selciato (www.mantovatourism.it).

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