Se cerchi una meta che racchiuda arte, natura e cucina raffinata, devi dirigere il camper verso Mantova. Già Capitale italiana della cultura nel 2016, la città dei Gonzaga e tutta la Lombardia orientale sono state dichiarate nel 2017 Regione Europea della Gastronomia.

La cucina mantovana ha origini umili: il duro lavoro nei campi spingeva le massaie a preparare piatti molto nutrienti e a riciclare gli ingredienti. I cuochi di corte dei Gonzaga in seguito hanno recepito, raffinato e arricchito molte ricette, creando una tradizione gastronomica di alta qualità.

Ecco 5 piatti da provare assolutamente. Alcuni potrai degustarli al Festival della Cucina Mantovana, in programma al Palabam di Mantova ogni fine settimana dal 20 gennaio al 25 febbraio.

Riso alla Pilota. Ma non è Nuvolari!
Il lavoro nelle riserie o pile lasciava poco tempo per cucinare ai braccianti, detti piloti o pilarini, da qui la necessità di una ricetta che non richiedesse di seguire la cottura. È sufficiente bollire il riso, lasciarlo riposare e infine condirlo con grana grattuggiato e pistume, una mistura di tagli nobili di suino mondati a coltello. Spesso viene consumato col puntèl, una costina o una braciola di maiale. A Castel d’Ario, paese di Tazio Nuvolari, il piatto ha ottenuto il marchio di denominazione comunale (De.Co.).

Tortelli di zucca, un amore agrodolce
Tipici della Vigilia di Natale e dei giorni di magro, si inseriscono nell’antica tradizione delle paste ripiene dell’Italia settentrionale, nata per riciclare gli ingredienti. Il ripieno dei tortelli mantovani prevede un accostamento davvero particolare di dolce e salato: zucca cotta in forno, mostarda, amaretti, parmigiano grattugiato e una spolverata di noce moscata. Per esaltarne le note agrodolci, meglio un condimento semplice di burro e salvia e un vino bianco fruttato e speziato.

Luccio in salsa: un secondo principesco!
Consumato in bianco dal popolo, il luccio veniva preparato alla corte dei Gonzaga secondo una ricetta più elaborata. Una volta lessato in acqua con sedano, aglio, cipolla, alloro e aceto, il pesce va spolpato e lasciato raffreddare. Viene poi condito con una salsa calda preparata con capperi, prezzemolo, aglio e acciughe senza sale e infine servito con fette di polenta abbrustolita. 

Capunsèi, pane e companatico
Gnocchetti di pane dalla forma cilindrica e affusolata, i capunsèl o capunsèi sono un sostanzioso primo piatto tipico dell’alto mantovano che consentiva di riciclare il pane raffermo. L’impasto si prepara mescolando il pane grattugiato finemente a burro fuso, brodo caldo, uova e formaggio grana con un pizzico di sale e noce moscata. Ottimi in brodo di carne o conditi con burro fuso e salvia, accompagnati da un calice di Chiaretto!

Torta Sbrisolona: briciole di piacere!
Il nome del dolce friabile al solo tocco – grazie alla farina di mais e alla scarsa lavorazione – deriva da brìsa o sbrìsa, termini dialettali per “briciola”. Già dal XVI secolo i contadini univano lo strutto di maiale con la farina di mais per ottenere un alimento nutriente e di facile preparazione. Nelle cucine di corte la ricetta venne modificata con ingredienti più ricchi ed eleganti come vaniglia e limone. Provala insieme allo zabaione, innaffiata da un passito bianco!

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