Costa pacifica del Sud America, più di 5.000 km a impatto zero

Viaggio di Dario

Il patrimonio naturale che questo pianeta ha da offrire funge da combustibile principale per l’ipercinetismo compulsivo di cui soffre ogni buon viaggiatore che si rispetti.
Il progetto di viaggio che andrò a proporvi volge lo sguardo direttamente verso la salvaguardia di questo capitale naturale: una bici speciale, costa pacifica del Sud America, più di 5.000 km, impatto zero.

Il primo intento di questo progetto è quello di dimostrare che un viaggio itinerante non solo può essere “responsabile” ma anche a impatto zero o quasi. Ormai esiste la versione non ecologicamente impattante per quasi tutti gli oggetti che abitualmente utilizziamo, in viaggio come nella vita di tutti i giorni.
Da biologo marino e sub, intendo come secondo obiettivo principale del progetto la sensibilizzazione, tramite la documentazione, ad un problema tristemente conosciuto e diffuso in tutti i mari del mondo: l’inquinamento da materiale plastico.
Milioni di tonnellate di questo materiale vengono riversate ogni anno nelle acque di tutto il pianeta. L’itinerario si articolerà lungo la costa Sudamericana dell’oceano Pacifico, una delle aree più colpite da questo tipo di contaminazione.

Il percorso toccherà quattro diverse nazioni del Sud America: Ecuador, Perù, Bolivia, Cile. La prima tappa è Quito, capitale dell’Ecuador, dopo essermi organizzato e rifornito mi dirigerò verso la costa del Pacifico dove mi imbarcherò verso le incantevoli isole Galapagos, “l’origine delle specie”, sogno di ogni naturalista.
Proseguirò lungo la costa fino a Lima, capitale del Perù, mi lascerò ammaliare dagli immensi geoglifi di Nazca per poi dirigermi verso il confine Cileno, passato il quale, farò la mia prima faticosa deviazione verso l’entroterra: la Bolivia.
Poco dopo il confine pedalerò sulla più grande distesa di sale del pianeta, il deserto del Salar di Uyuni. Da qui, sempre con il manubrio puntato verso sud, rientrerò in Cile e conoscerò il bucolico Parque Nacional de Los Flamencos e la vicina San Pedro de Atacama, porta principale all’omonimo deserto situato a più di duemila metri sopra il livello del mare, uno dei più aridi al mondo.
Tornato sul versante pacifico, in terra Cilena, inizierò l’ultimo migliaio di chilometri che mi separano dalla mia tappa finale, Santiago del Cile.

Come accennato in precedenza, il mezzo scelto sarà una bici speciale, completamente fabbricata con tecniche di produzione ecosostenibili, quasi interamente fatta di plastica riciclata e già molto diffusa in Sud America! (www.muzzicycles.com.br)
Tutta l’attrezzatura che porterò in viaggio con me sarà il più possibile costituita da materiali riciclati o ecocompatibili, il cibo sarà quello del luogo e l’energia necessaria a ricaricare i dispositivi necessari per la comunicazione e la documentazione sarà alimentata tramite dei piccoli pannelli solari facilmente reperibili in commercio.
L’impatto derivante dal viaggio aereo sarà compensato tramite la donazione a grandi progetti finalizzati alla riduzione o smaltimento dell’anidride carbonica (pratica già ampiamente diffusa in molti paesi del mondo all’acquisto del biglietto).

Vi farò viaggiare con me documentando il tutto tramite foto, video, racconti e aggiornamenti costanti che condividerò su Facebook con una pagina dedicata e su Instagram.
La durata stimata del viaggio si aggira intorno ai 140 giorni, da inizio luglio a fine novembre a seconda degli imprevisti che si presenteranno lungo la via.
Aiutatemi a dimostrare che un approccio diverso è possibile, che il rispetto di ciò che ci circonda fa parte del viaggio stesso e a far sì che allo spettacolo a cui possiamo assistere noi oggi ci saranno anche i viaggiatori di domani!