Montagne e boschi, valli e laghi. Il panorama del Trentino offre molto per un viaggio in camper. Ma c’è un altro elemento che lo caratterizza: la vite. Proprietà del terreno, microclimi e lavoro paziente regalano ogni anno vini unici. Eccone 5 da provare assolutamente.

Marzemino
Versa il vino! Eccellente Marzimino!”, canta Don Giovanni nell’omonima opera di Mozart. Nato sul Caucaso, nel 1500 il vitigno attraversa Grecia e Dalmazia con le truppe veneziane per stabilirsi in Vallagarina, con ottimi risultati nelle zone di Isera e Volano in località Ziresi (nome che deriva da ciliegie). Leggenda narra invece che il vitigno sia giunto dall’antica Merzifon, sul Mar Nero, dopo la guerra di Troia. Quale che sia la sua origine, provalo con polenta e funghi, arrosti di carni bianche e rosse e baccalà!

Teroldego Rotaliano
Il principe dei vini trentini nasce da vitigni autoctoni sulla Piana Rotaliana. I sedimenti trasportati dall’Adige e dal Noce conferiscono al Teroldego Rotaliano un aroma fruttato e un intenso colore rubino. Si accompagna bene con bolliti, zuppe, risotti, formaggi stagionati e arrosti di carne. Provalo con le frittate! Ma senza esagerare: secondo una leggenda i primi ceppi di Teroldego germogliarono dalle gocce di sangue di un drago, tanto che ancora oggi il vino è detto Sangue di Drago.

TrentoDOC
Cerchi bollicine esclusive per i tuoi brindisi? Peculiari e pregiate caratteristiche dovute alla combinazione di terreno, altitudine e clima fanno del TrentoDOC uno spumante di montagna unico. Non a caso, l’idea di produrre bollicine in Trentino venne a Giulio Ferrari, padre della spumantistica italiana. La produzione – estesa sui colli intorno a Trento – segue il “metodo classico”, aggiungendo zuccheri e lieviti selezionati a una base di vino Chardonnay.

Müller Thurgau
L’enologo Hermann Müller Thurgau ottenne il vitigno in Germania da un incrocio, ma i terreni porfirici e le forti escursioni termiche fanno della Valle di Cembra la casa ideale per il Müller Thurgau. Il bianco aromatico, fresco e profumato, è ottimo con piatti locali (formaggi, canederli con porcini e ciuiga, il salame con le rape) e con il pesce crudo: provalo col sushi e la tempura di gamberi! Ma il suo regno resta l’aperitivo con finger food e tanta allegria.

Nosiola
Il vino bianco dal profumo fruttato, con lieve sentore amarognolo di nocciola (che probabilmente gli dà il nome), nasce dall’omonimo vitigno autoctono coltivato nella Valle dei Laghi, sulle colline intorno al lago di Toblino. Prova la Nosiola con piatti a base di pesce d’acqua dolce, verdure e carni bianche, formaggi dal gusto deciso e piccola pasticceria.

Vino Santo
Tenuti ad appassire su graticci chiamati arèle e pigiati durante la settimana santa, i grappoli tardivi di Nosiola offrono un nettare dolce e profumato chiamato Vino Santo. La bevanda è l’espressione di un microclima perfetto per l’appassimento grazie all’influsso temperato e asciutto dell’Ora del Garda, il vento che spira dal lago. Il Vino Santo è un passito ottimo con i formaggi saporiti come il Gorgonzola e il Roquefort e come vino da meditazione.

Dove trovare i vini del Trentino
Per visitare le cantine locali segui la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e le aziende afferenti al Movimento Turismo del Vino. Da visitare anche l’Enoteca provinciale nello storico Palazzo Roccabruna.

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