Sappada è un tipico borgo di montagna adagiato fra le montagne del Veneto nord-orientale, con le casette tutte rivestite di legno, riscaldate da enormi stufe e con piccole finestre per difendersi dai geli dei lunghi inverni. Ce ne sono splendidi esempi in diverse borgate (per esempio Cretta, Kratten e Cima), dove si possono ammirare anche i Keisn, vecchi essiccatoi per cereali, stalle e fienili.
Nelle borgate, dove sopravvive un’isola linguistica di matrice germanica, si respira l’atmosfera tranquilla di una località montana a misura d’uomo, ideale per un weekend sulla neve con camper e famiglia.

Chi ama le discese adrenaliniche può cimentarsi nei percorsi dei comprensori Monte Siera e Sappada 2000 (www.sappadadolomiti.com). L’area di sosta a pagamento, all’altezza della borgata Palù, a circa duecento metri dalla chiesa, è vicinissima alla fermata dello skibus che porta agli impianti di risalita. L’accesso costa 10 euro per ventiquattro ore (per acquistare le chiavette magnetiche rivolgersi alla Pro Loco) e la permanenza massima è di settantadue ore (Pro Loco, tel. 0435 469131, www.altedolomiti.it, prolocosappada@gmail.com).

Per saperne di più sul paese e sul territorio si consiglia una visita al museo etnografico che racconta usi e costumi della popolazione e una tappa al piccolo museo della Grande Guerra nella borgata Mühlbach, che raccoglie cimeli – come armi, elmi e persino un set chirurgico da campo – e documenti del primo conflitto mondiale, provenienti da privati e donazioni. Dall’edificio si dipana un sentiero che conduce alle Cascatelle, un piccolo canyon scavato dal Rio del Mulino.

Vieni a scoprirla in occasione del tradizionale Vosenòcht, il Carnevale che vede protagonista il Rollate, un grosso orso dalla pelliccia ispida armato di due grossi campanacci, che si muove con gran rumore nel corteo del Lunedì Grasso. Indossa un fazzoletto al collo, di colore rosso per i coniugati e bianco per i celibi, pantaloni a righe e scarponi e va in giro a molestare scherzosamente con una scopa il pubblico che assiste alla sfilata. Ogni domenica – quest’anno fino all’11 febbraio – è, invece, dedicata a una delle antiche classi sociali della comunità: Poveri, Contadini e Signori, che vengono rappresentati con maschere di legno realizzate a mano dagli artigiani locali.

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