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Cammino Minerario di Santa Barbara: dalla sfida di un gruppo di ex minatori il progetto che sta ridisegnando il turismo sardo

Giu 15, 2021

Un progetto “temerario”, tenace, nato dal basso. Un sogno partito da un gruppo di ex minatori e da una domanda “pesante”: come rilanciare un territorio la cui attività aveva ruotato per anni attorno all’attività mineraria ora dismessa?

Il cammino Minerario di Santa Barbara – nella regione Sulcis Inglesiente Guspinese in Sardegna – è insieme una proposta di turismo esperienziale e religioso, un progetto dal grande valore sociale, un modello nuovo che tiene insieme tanti attori del territorio. Avviato nel 2017 il percorso propone un viaggio affascinante a passo lento sulla terra più antica d’Italia, alla scoperta della storia del lavoro in miniera, ma anche dei suoi gioielli architettonici e della tradizione di devozione a Santa Barbara, patrona dei minatori. Da 100 km a 500 km, da una settimana a un mese, il percorso ad anello è praticabile tutto l’anno.

«Siamo partiti con questa scommessa quando in pochi ci credevano – racconta Giampiero Pinna, presidente della Fondazione che gestisce il cammino – con l’associazione di ex minatori abbiamo iniziato a lavorare per riaprire e recuperare i primi tratti di sentieri minerari». Un po’ alla volta questa sfida nuova ha raccolto e aggregato soggetti diversi, dai Comuni alle due diocesi del territorio, che insieme hanno dato vita alla Fondazione. Nonostante la pandemia, i primi risultati e le potenzialità del progetto sono sotto gli occhi di tutti e indicano che la strada tracciata è quella giusta: lo scorso anno solo nei 4 mesi post-lockdown il cammino è stato percorso da 700 persone per una media di 7 giorni ciascuna e un totale di 4900 pernottamenti.

«Il turismo in Sardegna – spiega Pinna – è quasi esclusivamente legato alla stagione estiva e alle località costiere, mentre questo progetto sta portando nell’isola nuove tipologie di visitatori e in tutti i mesi dell’anno. Un turismo slow, scelto da pellegrini che si dimostrano rispettosi dell’ambiente, per il 60% donne: oltre alla possibilità di vivere l’esperienza del cammino immersi in un paesaggio straordinario, ricercano il contatto con chi abita i luoghi, si fermano ad ascoltare le storie degli ex minatori o le testimonianze delle monache del Santuario del Buon Cammino. Flussi che stanno contribuendo a far rinascere piccoli borghi straordinari fino ad oggi completamente esclusi dai circuiti turistici…».

Una risposta che ha incoraggiato la fondazione a progettare e proporre altri tre cammini in tre diverse zone della Sardegna: il nord-ovest nella Nurra, il centro-sud nelle Barbagie di Belvì e Sarcidano e il sud-est nel Sarrabus Gerrei.

Per maggiori info: www.camminominerariodisantabarbara.org

Itinerando sarà anche occasione per scoprire o riscoprire tante proposte all’insegna del turismo lento: lo spazio ideale per chi è alla ricerca di un diverso modo di viaggiare, sulle orme degli antichi pellegrini, a contatto con la natura, ma anche con la propria dimensione interiore.